Tuesday, 19 January 2016

Questo contratto, il tempo di ascoltare
Ricardo Correa de Sa e Benevides

Docente di Canto Gregoriano. Master e dottorato in Comunicazione e Cultura del programma presso la Graduate School of Communication presso l'Università Federale di Rio de Janeiro.


Introitus

Centro frenetico, Dublino, le persone circolano senza guardarsi intorno, attenzione messo in loro filanti protesi, comportamento autistico funzionale. Al contrario, l'osservazione silenziosa del sole al tramonto nei minuti prima Vespri.
Le situazioni in cui un ritmo, ormai raro, e loro silenzio necessari, sia come presentificazione e la conservazione di almeno una tranquillità rispetto fiamme eccessi urbani, sia come costituenti ammirazione per la bellezza della natura e soprattutto in preparazione per la comunione con Dio nella preghiera personale e collettiva.
Tutti sono tenuti in un tempo insolito, anche "senza tempo" oggi saturi che possono essere persone che credono osservati dipendono da loro telefoni, "collegare" il costo della perdita di comunicazione, la presa in consegna di un selfie vuoto, febbrilmente interagendo con tutte le informazioni senza riflessione, il calcolo e la simulazione. In questo tempo frenetico, si innesta il mondo in una rete che riduce lo spettacolo intrinseca, arena calcolo o mera informazione.
Tempo spiccano elementi comuni: l'euforia in cui alla base di una preoccupazione cronica, che si manifesta nella incapacità di fermarsi, vedere e sentire, e la paura permanente di perdita che guida e giustifica l'uso incessante di strumenti online per sumulação
In questo è diventato questo contemporaneo? A che punto siamo avvocato di media portatili e come cambiano il nostro processo conoscitivo, la nostra vita e la pace interiore? Tuttavia, prima di fargli capire, fugace o constatemente, la permanenza di qualcosa che insiste sul fatto che l'esperienza dominante non è una soluzione, la speranza, tanto meno la "qualità della vita", come previsto nel migliore dei mondi.
Questo testo viene dall'ascolto questa voce permanente.

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